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Il Kossovo

Incipit..
Qualcuno di voi si chiederà come mai il Kossovo?
Questa piccola area al centro dei balcani, molto lontana da noi ,qualcuno penserà.
Alcune note geografiche, il Kosovo (Kosovo per l'etnia serba e Kosova per l'etnia albanese) è situato nel sud della Repubblica di Serbia e confina con Montenegro, Albania e Macedonia.
Ha una superficie di 11.000 kmq, (simile all'Abruzzo) e una popolazione attualmente composta da circa il 90% di etnia albanese (di religione musulmana con piccola minoranza cattolica), l'8% di etnia serba (di religione cristiano ortodossa), il 2% è costituito da turchi, macedoni, rom.
Però, da questa piccola area arriva un monito importantissimo, da non sottovalutare,che è profetico per

Questa breve storia e per capire ciò che un domani potrà capitare anche alla Lombardia.
Spero che possa esservi d'aiuto per capire che fermare l'invasione non è mai troppo tardi.


i fatti...
Fin dal Medioevo il Kossovo è sempre stata la parte centrale dello stato indipendente Serbo.
Centrale non soltanto geograficamente ,ma soprattutto spiritualmente e culturalmente ed i numerosi monasteri e monumenti ortodossi, con il loro patrimonio artistico ne sono la testimonianza.
Qui ,si è combattuta il 28 giugno 1389 (giorno di S. Vito) presso la Piana dei Merli la battaglia di Kosovo Polje, dove si fronteggiarono l'esercito serbo guidato dal Principe Lazaro, contro il sultano Murat 1 a capo dell'esercito ottomano , la più leggendaria battaglia del popolo serbo a baluardo della cristianità contro l'invasore Ottomano (la storia a volte si ripete , vero!...).
Pur perdendo,infatti, L'armata serba fu sconfitta e dovette riparare in Montenegro e verso la Bosnia.
Il Regno serbo medioevale, si dissolse ed incominciò la dominazione turca, che durerà per cinque secoli.
Durante i cinque secoli di impero ottomano,i serbi non smarrirono la loro identità ed hanno opposto una resistenza storica all'invasione turca del Kosovo,pur essendo una delle quattro unità amministrative albanesi, i serbi conservarono la lingua la religione cristiano ortodossa per 500 anni, ecco perchè questa sconfitta è stata trasformata in vittoria.
Nella metà del 1400 iniziano le prime grandi migrazioni, a scopo dinvasione, albanesi. Per chi rimane inizia il processo di islamizzazione che durerà fino al XVIII secolo(purtroppo).

Fino al 1600 si registrò una continua invasione di immigrazione albanese nel Kosovo, senza che questo movimento migratorio, con evidente intento di un capovolgimento definitivo della composizione etnica dell'intera regione, che fino ad allora era ,prevalentemente cristiana.
Nel 1683 i turchi vennero sconfitti alle porte di Vienna; le truppe asburgiche conquistarono Budapest e nel 1689 Belgrado.
L'impero asburgico, minacciato alle sue frontiere occidentali da Luigi XIV di Francia, dovette ritirare le sue truppe dai Balcani e rinunciare a Belgrado.
I serbi e gli albanesi ribellatisi fiduciosi dell'appoggio delle truppe asburgiche, finirono vittime della vendetta turca mussulmana.
Nel 1690, una cospicua parte della popolazione serba del Kosovo sotto la guida del patriarca Arsenije III si vide costretta a lasciare il paese, sotto le pressioni di pulizia etnica dei turchi e degli albanesi emigrati.
Però Non tutta la popolazione serba abbandona il Kosovo.
Dopo tre mesi di saccheggi e terrore l'Impero Ottomano si rese conto del rischio di spopolare un'intera regione.
Il sultano arrivò a garantire a tutti i serbi rimasti o disponibili al ritorno il rispetto delle proprietà e un'amnistia, oltre al danno la beffa essere rispettati a casa prorpia da un vile invasore.
Altre immigrazioni a scopo d'invasione avvennero nel 1735-39 a causa della guerra fra la Russia e il Regno asburgico contro l'impero ottomano. Tali fenomeni migratori, anche se di dimensioni minori si registrarono fino all'inizio del 1900. Nel Kosovo queste migrazioni lasciarono effetti duraturi. Cambiò la composizione etnica perchè ora gli albanesi non solo popolavano i villaggi abbandonati della pianura, ma anche le città.
1878. A Prizren, nel sud del Kosovo, viene fondata la "Lega di Prizren", centro del movimento nazionale di tutti gli albanesi. L'obiettivo principale è la liberazione nazionale di tutta la popolazione albanese.
1880. La Lega di Prizren rivendica uno stato autonomo e si dichiara "governo provvisorio dell'Albania"; controlla il Kosovo e la Macedonia occidentale.
1881. Il governo ottomano riconquista i territori "autonomi" e vieta l'attività della Lega di Prizren che continua in forma illegale.
1909-12. Il movimento nazionale albanese riesce a controllare tutto il Kosovo e a occupare Shkup (Skopje). Ma all'inizio della guerra dei Balcani l'esercito serbo, appoggiato dalla Russia e dalla Francia, occupa tutto il Kosovo.
1912. Gli albanesi si liberano dal giogo ottomano e il 28 novembre viene proclamata a Vlore (Valona) l'Albania indipendente, ma nello stesso anno il Kosovo viene recuperato dalle forze serbe e ridato alla Serbia cristiana.
Dopo la prima guerra Balcanica, nel 1913 , il kosovo viene finalmente annesso al regno Serbo sotto la dinastia Karadjordjevic, impresa ottenuta con l'aiuto delle altre popolazioni ortodosse (Russia,Grecia e Montenegro).
Dopo la seconda guerra mondiale Tito crea la Repubblica Federale Socialista Jugoslava, formata da sei repubbliche tra cui la Serbia.
Temendone la forza, Tito suddivise la regione contenente il Kossovo in tre parti: la Serbia prorpiamente detta e due regioni autonome: Vojvodina (abitata da serbi , ungheresi ed altri) e Kosovo (abitata da albanesi, serbi ed altri).
Negli anni sessanta Tito inizia una politica di favoreggiamento dell'espansione albanese nel Kosovo.
Gli albanesì, che hanno famiglie numerose , sono messi in condizione di acquistare le proprietà dei serbi, contribuendo così a stravolgere l'equilibrio etnico e religioso della regione.
Da allora la componente serba diminuisce sempre più rapidamente.
Nel 1974 Aumenta l'autonomia del Kosovo, con istituzioni indipendenti da quelle serbe.
Nel 1981 Un anno dopo la morte di Tito, iniziano le manifestazioni di studenti albanesi che si trasformano presto in una svolta separatista, con morti e feriti.
Viene imposta la legge marziale.
Nel 1988 I serbi del Kosovo manifestano per denunciare violenze e soprusi da parte degli albanesi, terre bruciate , case bruciate.
dal 1987 al 1990 Ascesa di Slobodan Milosevic che si propone come "difensore dei serbi del Kosovo" contro gli albanesi.
Nel 1990 Il parlamento del Kosovo proclama la "Republica del kosovo", i serbi immediatamente sciolgono il parlamento del Kosovo.
Nel 1992 Prime elezioni libere in Jugoslavia,gli albanesi le boicottano contrappongono proprie elezioni autogestite nelle quali viene eletto "Presidente della Republica del Kosovo Ibrahim Rugova."
Nel 1996 Viene allo scoperto l'UCK "esercito di liberazione del kosovo", finanziato dagli americani e dalle lobby albanesi di tutto il mondo.
Nel 1998 Iniziano i primi grossi scontri sul territorio kosovaro,l'UCK occupa militarmente il 40%della regione.
a seguito di una controffensiva serba la nato minaccia raid aerei contro la Serbia.
le forze serbe nel kosovo si ritirano: la NATO sospende i bombardamenti, mentre l'UCK torna ad avanzare.
Nel 1999 Il Gruppo di contatto si riunisce a Ramboulliet. a marzo gli albanesi pro UCK firmano l'accordo, mentre i serbi no: essi non possono infatti accettare le condizioni della NATO.
Nell'accordo si impone infatti di ritirare pressochè tutte le truppe serbe dal Kossovo per sostituirle con quelle della nato, e non con caschi blu dell'ONU.
La Federazione Jugoslava accetta comunque l'autonomia del kosovo e propone un accordo con gli albanesi , che prevede tra l'altro:

  • un assemblea eletta su base proporzionale con rappresentanza di ogni comunità etnica.
  • la possibilità di fruire di tribunali gestiti dalla propria comunità etnica.
  • una polizia comunale che rispetti la proporzione etnica in ogni comune.


La proposta serba non viene neppure considerata dagli albanesi pro UCK ,forti del sostegno economico, politico ed ormai anche militare degli Stati Uniti del Nord America.
La NATO autorizza i raid contro la federazione jugoslava iniziano i bombardamenti su tutte le città del paese che pur avendo ufficialmente solo obiettivi militari colpiscono anche obiettivi civili.
Le bombe colpiscono alcune fabbriche ,tra cui un industria chimica seminando il panico e provocando nubi tossiche su belgrado (città notoriamente non allineata al potere di Milosevic).
La situazione in Kosovo peggiora.


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